IO VORREI / I WISH: quattro gradini, una vita e il diritto di esserci

immagine principale i wish

Una storia vera, due lingue, un messaggio universale: la disabilità non cancella l’identità di una persona. E l’accessibilità non dovrebbe mai essere considerata un favore.

Quattro gradini. Si salgono e si scendono quasi senza pensarci. A volte non ci accorgiamo nemmeno che esistano. Ma per una persona che utilizza una sedia a rotelle possono rappresentare il confine tra la propria casa e il resto del mondo.

Per Alfredo Valentini, quei gradini erano una barriera reale. Una delle tante difficoltà che una malattia neurologica progressiva aveva portato nella sua vita. E quando scoppiò un incendio, quella barriera mostrò tutta la sua gravità: non poter uscire autonomamente da un edificio può diventare anche una questione di sicurezza.

È da storie come questa che nasce IO VORREI / I WISH, il progetto audiovisivo di Sara Cicolani dedicato alla disabilità, all’inclusione, all’accessibilità e al diritto di ogni persona di essere riconosciuta nella propria interezza.

La persona, prima di tutto

Alfredo era un odontoiatra. Amava il mare, la vela, la musica e gli amici. Scriveva, componeva canzoni, aveva un grande senso dell’umorismo ed era profondamente innamorato di sua moglie Sara.

La malattia aveva cambiato il suo corpo, compromettendone progressivamente i movimenti fino alla tetraplegia. Non aveva però cancellato i suoi desideri, le opinioni, le passioni o il diritto di decidere della propria vita.

Attraverso la voce narrativa di Joy, il piccolo barboncino che ha condiviso la quotidianità di Sara e Alfredo, il video racconta proprio questo: la vita che continua a esistere anche quando molte cose diventano più difficili.

Ci sono gli ausili, le terapie, l’assistenza. Ma ci sono anche il sorriso di Alfredo, la musica, le giornate con gli amici e il modo in cui guardava Sara.

C’è perfino la neve che Alfredo desiderava sentire ancora una volta e che, non potendo uscire, Sara riuscì a portargli in casa.

Sono momenti di una vita vera, non episodi costruiti per suscitare compassione.

Quando una barriera limita la libertà

Una scala senza un’alternativa accessibile può impedire a qualcuno di uscire di casa. Un servizio di assistenza insufficiente può compromettere l’autonomia e la dignità. Una scelta presa senza ascoltare direttamente la persona interessata può privarla del controllo sulla propria quotidianità.

Sono situazioni diverse, ma hanno qualcosa in comune: mostrano quanto la libertà individuale dipenda anche dalle condizioni create dalla società.

L’inclusione non consiste nel chiedere continuamente alle persone con disabilità di trovare una soluzione agli ostacoli. Significa riconoscere quegli ostacoli e lavorare affinché non siano loro a decidere chi può partecipare alla vita della propria comunità.

Significa anche rispettare la persona quando ha bisogno di assistenza, senza confondere il bisogno di aiuto con l’incapacità di scegliere.

Vedere la persona intera

IO VORREI non chiede di guardare «oltre» la disabilità, quasi fosse qualcosa da nascondere o ignorare.

Chiede di vedere la persona intera, disabilità compresa.

Una diagnosi può descrivere una condizione. Non racconta da sola chi sia una persona, che cosa ami, quali sogni coltivi, come desideri vivere.

Alfredo conosceva perfettamente la propria condizione e i suoi limiti. Ma continuava a essere Alfredo. Continuava a scrivere, a comporre e a partecipare alle decisioni che riguardavano la sua vita.

Quando qualcosa non poteva più essere fatto nello stesso modo, lui e Sara cercavano insieme una strada diversa. Non sempre la trovavano. E non sempre avrebbero dovuto essere loro a doverla inventare.

Un impegno che viene da lontano

Il progetto si inserisce in un percorso sociale e culturale che Sara Cicolani aveva iniziato molti anni prima della malattia di Alfredo.

Le sue prime esperienze di volontariato risalgono al 1984, nell’ambito della Croce Rossa Italiana e delle attività presso il Policlinico Umberto I di Roma. Negli anni Novanta il suo impegno si sviluppa professionalmente attraverso attività educative, sociali e di coordinamento con cooperative e servizi rivolti a minori, adulti, anziani e persone con disabilità.

L’esperienza condivisa con Alfredo, a partire dal 2009, ha arricchito questo percorso, portando nella sua attività anche una conoscenza quotidiana delle barriere, dei problemi dell’assistenza e della difesa dell’autodeterminazione.

Dal 2015 Sara e Alfredo hanno iniziato a condividere la loro vita attraverso i social, insieme a Joy. Negli anni, quel racconto ha raggiunto un pubblico sempre più ampio, proseguendo anche dopo la morte di Alfredo attraverso libri, musica, teatro e progetti audiovisivi.

Un desiderio che riguarda tutti

IO VORREI è disponibile in italiano. Con I WISH, lo stesso messaggio raggiunge anche il pubblico internazionale.

Non è soltanto il ricordo di Alfredo. È un invito a riconoscere ciò che spesso resta invisibile a chi non incontra quotidianamente certe difficoltà.

Perché nessuno dovrebbe dover dimostrare una forza straordinaria per fare ciò che per altri è normale. Nessuno dovrebbe dipendere dalla disponibilità o dalla buona volontà altrui per esercitare un diritto.

Alfredo voleva vivere, amare, scegliere, ascoltare musica, incontrare gli amici e continuare a creare. Desideri semplici, che diventano difficili quando il mondo non è costruito per accogliere tutte le persone.

È questo il cuore del progetto: un mondo in cui l’accessibilità sia garantita, l’assistenza rispetti la dignità e ogni persona possa partecipare alla vita senza dover chiedere il permesso di esserci.

Uscire di casa. Scegliere. Amare. Partecipare.

Non sono superpoteri.

Sono diritti. E devono essere diritti per tutti.

Guarda i video e scopri il progetto

Il Mondo Ha Bisogno di SuperEroi

Il Mondo Ha Bisogno di SuperEroi

Spazio ufficiale dedicato alla documentazione delle attività istituzionali, letterarie e artistiche di Sara Cicolani. Scrittrice, autrice e cantautrice, Sara Cicolani è un'artista poliedrica e attivista impegnata nella tutela dei diritti umani, degli animali e dell'ambiente, nonché nella sensibilizzazione sui temi della disabilità e della malattia. Insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, dedica la sua opera a trasformare il cammino della sofferenza in un’opera collettiva di speranza, dignità e rinascita attraverso libri, musica e sceneggiature. l

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